Anima
di Wajdi Mouawad
a cura di Serena P.
Una donna assassinata in una casa vuota, distesa in una pozza di sangue nel buio del salotto. Unico testimone, il gatto. È questa la scena agghiacciante che Wahhch Debch si trova davanti una sera, tornando dal lavoro. Quella casa è la sua, quella donna è sua moglie. Accecato dal dolore, assetato di vendetta ma soprattutto in cerca di risposte, l'uomo parte alla caccia del killer. Nel disperato tentativo di trovare una spiegazione al male, sprofonda nelle viscere di un mondo a sé stante, che vive appena sotto la pelle del mondo civile, abbandonato a mafie e traffici di ogni sorta, governato da leggi proprie. È un'esplorazione della natura umana nei suoi lati più oscuri, quella compiuta da Wahhch, un viaggio che lo porterà dalle gelide riserve indigene del Quebec, dove le più orribili bassezze si mescolano alla bellezza della cosmologia indiana, fino al Libano, dov'è sepolto il suo tragico segreto, un episodio brutale dell'infanzia che gli ha cambiato per sempre la vita.
Un libro assolutamente particolare per il punto di vista del narratore, un romanzo che ci porta nelle profondità dell’animo umano senza possibilità di fuga. Un uomo il cui passato è un mistero che man mano che procede la storia verrà a galla. Nel suo viaggio saranno gli animali a fare da narratori dei fatti. Una violenza e una cattiveria che non sono peculiarità degli animali ma solo ed esclusivamente degli esseri umani.
Lunghezza Opera :) :) :)
Ampiezza cast dei Personaggi :) :) :) :)
Varietà Luoghi :) :) :) :)
Coinvolgimento e Scorrevolezza :) :) :) :)
Componente Inedita :) :) :) :)
Valutazione Complessiva :) :) :) :) :)
venerdì 12 gennaio 2018
Lasciami andare, madre di Helga Schneider
Lasciami andare, madre di Helga Schneider
a cura di Serena P.
In una stanza d’albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell’ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1941 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere la sua missione: lavorare come guardiana nei campi – di concentramento, prima, e di sterminio, poi – del Führer. Che cosa spinge Helga, oggi, a incontrare questa vecchia estranea che è sua madre? La curiosità? La speranza che si sia pentita? O qualcosa di più oscuro e inquietante?
Un libro commovente quanto crudo, da una parte una figlia che cerca disperatamente un motivo al comportamento della madre in quanto madre ma anche in quanto membro del nazismo. Può e deve una figlia distinguere le due figure che è sono state sua madre? Madre una parola così potente dal significato profondo che in tutti noi fa pensare e qualcosa di dolce, qualcosa che sa di casa di sicurezza… ma si può definire madre una donna che abbandona la famiglia per le SS? Davvero una donna dopo anni ha dimenticato quello che è stata e ha fatto o lo fa solo per lasciare andare la figlia? Quasi come a dire ti dico quello che vuoi sentirti dire e non quello che è stato davvero? Tutte queste domande l’autrice se le fa nel corso di questo libro, ad ogni lettore la “sentenza”…
Lunghezza Opera :)
Ampiezza cast dei Personaggi :) :)
Varietà Luoghi :)
Coinvolgimento e Scorrevolezza :) :) :) :)
Componente Inedita :) :) :) :)
Valutazione Complessiva :) :) :) :) :)
a cura di Serena P.
In una stanza d’albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell’ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1941 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere la sua missione: lavorare come guardiana nei campi – di concentramento, prima, e di sterminio, poi – del Führer. Che cosa spinge Helga, oggi, a incontrare questa vecchia estranea che è sua madre? La curiosità? La speranza che si sia pentita? O qualcosa di più oscuro e inquietante?
Un libro commovente quanto crudo, da una parte una figlia che cerca disperatamente un motivo al comportamento della madre in quanto madre ma anche in quanto membro del nazismo. Può e deve una figlia distinguere le due figure che è sono state sua madre? Madre una parola così potente dal significato profondo che in tutti noi fa pensare e qualcosa di dolce, qualcosa che sa di casa di sicurezza… ma si può definire madre una donna che abbandona la famiglia per le SS? Davvero una donna dopo anni ha dimenticato quello che è stata e ha fatto o lo fa solo per lasciare andare la figlia? Quasi come a dire ti dico quello che vuoi sentirti dire e non quello che è stato davvero? Tutte queste domande l’autrice se le fa nel corso di questo libro, ad ogni lettore la “sentenza”…
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Ampiezza cast dei Personaggi :) :)
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L'albero di Goethe di Helga Schneider
Lasciami andare, madre di Helga Schneider
a cura di Serena P.L'albero di Goethe di Helga Schneider
a cura di Serena P.
Willi non sa cosa sia scritto sui volantini che il fratello tiene nascosti in cantina. Sa solo che suo fratello è malato e che deve aiutarlo, così distribuisce i volantini al suo posto. Arrestato dalla Gestapo e deportato a Buchenwald, Willi perde la memoria e riesce a sopravvivere solo grazie all'amicizia dei suoi compagni di prigionia. Passano i mesi e per Willi si prepara la prova più difficile: la sopravvivenza nel campo era garantita solo dal sacrificio di un ragazzo che offriva il proprio corpo a un kapo in cambio di cibo e piccoli "favori", ma ora quel sacrificio viene chiesto a lui...
Un libro che viene definito per ragazzi dai 12 anni in su. Secondo me è un libro che non ha età per essere letto. Certe situazioni devono essere disponibili a tutti nel bene e nel male perché se ne abbia memoria. Se devo fare un paragone con gli altri libri dell’autrice questo è scritto in modo più semplice, ma non meno incisivo, per i pubblico al quale è destinato. Per il resto non ha niente da invidiare agli altri che sono rivolti “agli adulti”. In questo libro spicca la facoltà che ha l’amicizia di salvare delle vite, lo spirito di sacrificio a cui possono arrivare dei ragazzi che sono dovuti crescere in fretta, troppo in fretta, e ritrovarsi ad essere degli uomini fatti e finiti, già piegati e spezzati dalla vita. Quanto questi eventi possano aver segnato la loro vita e che non permette loro di vivere nella spensieratezza della loro età. Un libro durissimo perché i protagonisti sono giovanissimi, durissimo per il tipo di sacrificio loro richiesto, per il periodo storico e per il luogo in cui è ambientato il romanzo, se già colpisce quando di tratta di adulti il senso di oppressione aumenta per i bambini.
Lunghezza Opera
Ampiezza cast dei Personaggi

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Coinvolgimento e Scorrevolezza
Componente Inedita
:

Valutazione Complessiva :) :) :) :)
In una stanza d’albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell’ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1941 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere la sua missione: lavorare come guardiana nei campi – di concentramento, prima, e di sterminio, poi – del Führer. Che cosa spinge Helga, oggi, a incontrare questa vecchia estranea che è sua madre? La curiosità? La speranza che si sia pentita? O qualcosa di più oscuro e inquietante?
Un libro commovente quanto crudo, da una parte una figlia che cerca disperatamente un motivo al comportamento della madre in quanto madre ma anche in quanto membro del nazismo. Può e deve una figlia distinguere le due figure che è sono state sua madre? Madre una parola così potente dal significato profondo che in tutti noi fa pensare e qualcosa di dolce, qualcosa che sa di casa di sicurezza… ma si può definire madre una donna che abbandona la famiglia per le SS? Davvero una donna dopo anni ha dimenticato quello che è stata e ha fatto o lo fa solo per lasciare andare la figlia? Quasi come a dire ti dico quello che vuoi sentirti dire e non quello che è stato davvero? Tutte queste domande l’autrice se le fa nel corso di questo libro, ad ogni lettore la “sentenza”…
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a cura di Serena P.L'albero di Goethe di Helga Schneider
a cura di Serena P.
Willi non sa cosa sia scritto sui volantini che il fratello tiene nascosti in cantina. Sa solo che suo fratello è malato e che deve aiutarlo, così distribuisce i volantini al suo posto. Arrestato dalla Gestapo e deportato a Buchenwald, Willi perde la memoria e riesce a sopravvivere solo grazie all'amicizia dei suoi compagni di prigionia. Passano i mesi e per Willi si prepara la prova più difficile: la sopravvivenza nel campo era garantita solo dal sacrificio di un ragazzo che offriva il proprio corpo a un kapo in cambio di cibo e piccoli "favori", ma ora quel sacrificio viene chiesto a lui...
Un libro che viene definito per ragazzi dai 12 anni in su. Secondo me è un libro che non ha età per essere letto. Certe situazioni devono essere disponibili a tutti nel bene e nel male perché se ne abbia memoria. Se devo fare un paragone con gli altri libri dell’autrice questo è scritto in modo più semplice, ma non meno incisivo, per i pubblico al quale è destinato. Per il resto non ha niente da invidiare agli altri che sono rivolti “agli adulti”. In questo libro spicca la facoltà che ha l’amicizia di salvare delle vite, lo spirito di sacrificio a cui possono arrivare dei ragazzi che sono dovuti crescere in fretta, troppo in fretta, e ritrovarsi ad essere degli uomini fatti e finiti, già piegati e spezzati dalla vita. Quanto questi eventi possano aver segnato la loro vita e che non permette loro di vivere nella spensieratezza della loro età. Un libro durissimo perché i protagonisti sono giovanissimi, durissimo per il tipo di sacrificio loro richiesto, per il periodo storico e per il luogo in cui è ambientato il romanzo, se già colpisce quando di tratta di adulti il senso di oppressione aumenta per i bambini.
Lunghezza Opera
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Coinvolgimento e Scorrevolezza
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Valutazione Complessiva :) :) :) :)
In una stanza d’albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell’ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1941 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere la sua missione: lavorare come guardiana nei campi – di concentramento, prima, e di sterminio, poi – del Führer. Che cosa spinge Helga, oggi, a incontrare questa vecchia estranea che è sua madre? La curiosità? La speranza che si sia pentita? O qualcosa di più oscuro e inquietante?
Un libro commovente quanto crudo, da una parte una figlia che cerca disperatamente un motivo al comportamento della madre in quanto madre ma anche in quanto membro del nazismo. Può e deve una figlia distinguere le due figure che è sono state sua madre? Madre una parola così potente dal significato profondo che in tutti noi fa pensare e qualcosa di dolce, qualcosa che sa di casa di sicurezza… ma si può definire madre una donna che abbandona la famiglia per le SS? Davvero una donna dopo anni ha dimenticato quello che è stata e ha fatto o lo fa solo per lasciare andare la figlia? Quasi come a dire ti dico quello che vuoi sentirti dire e non quello che è stato davvero? Tutte queste domande l’autrice se le fa nel corso di questo libro, ad ogni lettore la “sentenza”…
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sabato 16 dicembre 2017
Una stanza piena di gente Daniel Keyes
a cura di Serena P.
Il 27 ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l'accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un gravissimo disturbo dissociativo dell'identità.
Un libro imprevedibile che mi ha spiazzata dalla prima all’ultima pagina. Vedere l’evolversi di questo personaggio è qualcosa di affascinante e inquietante allo stesso tempo. Non si può dire se Billy sia una vittima o un carnefice nonostante quello per cui viene incriminato. è lo stesso Billy e tutte le sue personalità che ci raccontano la sua vicenda usando come mezzo tutte le persone che vengono in contatto con lui. Nella seconda parte incentrata prevalentemente su una personalità in particolare ho avuto qualche difficoltà perché il libro non diceva nulla di nuovo ma ripeteva quello che già sapevo, in sé stesso questo meccanismo ci sta ma se avesse aggiunto qualcosa di più avrei preferito. Alla fine di tutto comunque posso dire che è un libro bellissimo che merita di essere letto assolutamente.
Lunghezza Opera :) :)
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sabato 25 novembre 2017
Il rituale del male di Jean-Christophe Grangé
a cura di Serena P.
L'aria è malvagia sull'isola di Sirling, al largo della costa bretone. Un'aria salmastra, appiccicosa, in cui l'odore del mare si mescola alle immagini di un macabro rituale, al ricordo di un uomo, uno spietato serial killer dalla firma inconfondibile. L'Uomo Chiodo, però, ha smesso di colpire da più di quarant'anni. Nel 1971. A Lontano, nel cuore del Congo. Ma i segni di quei terribili omicidi emergono ora dal limbo del tempo in una base militare di fulgida tradizione. Il corpo di un giovane cadetto, dilaniato da un'esplosione, viene ritrovato all'interno di un bunker. I rilievi del medico legale non lasciano dubbi: il corpo è stato trafitto da centinaia di chiodi arrugginiti, gli organi asportati, gli arti orrendamente mutilati. A occuparsi del caso, stranamente, non è la polizia militare, ma la prestigiosa squadra Omicidi di Parigi, guidata dal comandante Erwan Morvan. Erwan è figlio di quel Grégoire Morvan che, proprio a Lontano, aveva messo fine alla scia di sangue dell'Uomo Chiodo, quello che sulle risorse minerarie del Congo ha costruito la propria fortuna e che ora, da una posizione defilata, comanda le leve della polizia francese. E mentre le vittime si moltiplicano e gli indizi si fanno via via più evanescenti, il fantasma dell'Uomo Chiodo torna a braccare i Morvan e a scuotere dalle fondamenta il buon nome di una famiglia in apparenza inattaccabile. Ben presto l'indagine costringe Erwan sulle tracce delle più oscure gesta di suo padre in Africa...
Ho letto tutti i libri di questo autore e devo dire che nessuno di loro ha mancato il colpo. Questa storia parte da lontano ( sia paese che in termini di tempo) una storia di una famiglia dove il nome diventa più importante dell’essere se stessi. Una storia di un passato doloroso che incide sulle vite di tutti i protagonisti. Un intreccio tra il nero dell’animo umano, la credenza della magia dell’Africa, e un thriller che sapranno tenere incollato il lettore dalla prima all’ultima pagine. Primo libro di una duologia Grangè ci porta nell’Africa primordiale dove la magia e il rispetto e la paura verso gli stregoni è qualcosa che va al di là della nostra concezione, di contro abbiamo un’altra vicenda ambientata al di fuori di questi aspetti magici ( passatemi il termine) dove tutto è molto umano, terra terra misurabile col potere dei soldi, intrighi e protezione totale del buon nome di famiglia. Ma quando le due cose si incontrano e le due storie si intrecciano non può che nascere qualcosa di magnifico.
Lunghezza Opera :) :) :) :)
Ampiezza cast dei Personaggi :) :) :) :)
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sabato 18 novembre 2017
I nazisti della porta accanto Come l'America divenne un porto sicuro per gli uomini di Hitler di Eric Lichtblau |
a cura di Serena P.
Migliaia di nazisti giunsero negli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale e si accomodarono tranquillamente nella loro nuova vita. Un’inchiesta documentatissima, un libro coinvolgente che ha scoperchiato le connivenze di CIA, FBI e del governo americano.
Quando ho intrapreso la lettura di questo libro non sapevo cosa aspettarmi, certo avevo letto di cosa parlasse ma non immaginavo la realtà dei fatti narrati.
racconta di loro, dei nazisti, dei criminali di guerra che hanno ricevuto la cittadinanza americana, che nei migliori dei casi si sono visti revocare, ma solo dopo aver vissuto abbastanza da non poter far altro che ritenersi soddisfatti della doppia possibilità di vita che si sono visti proporre dal nemico o che loro stessi hanno proposto per salvarsi da condanne certe e definitive...il tutto con l ‘aiuto della CIA ed Fbi che a seconda delle loro esigenze hanno insabbiato o scoperchiato il vaso di Pandora. Un libro che consiglio di leggere per chi vuole scoprire qualcosa di più sull’America e sui criminali dopo la seconda guerra mondiale. Alla fine del romanzo ci sono tutti i riferimenti a cui l ‘autore ha attinto per scrivere questa opera nel caso qualcuno volesse approfondire.
Lunghezza Opera :) :) :)
Ampiezza cast dei Personaggi 5 e più
Varietà Luoghi :) :)
Coinvolgimento e Scorrevolezza :) :) :) :)
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Valutazione Complessiva :) :) :) :) :)
Racconti di Tatiana Sabina Meloni
a cura di Serena P.
"Fuochi d'artificio e chiavistelli" (in "Strenne d'inchiostro" — self-publishing);
"I piccoli paesi non hanno secreti" (in "Deep Love 2" — Nero Press Edizioni);
"La curva del perdono" (in "Ti racconto una canzone" — self-publishing);
"Homo domini lupus" (in "Summer of blood" — Nero Press Edizioni);
"Gli uomini non cambiano mai" (in "Jingle bloody bells 2" — Nero Press Edizioni);
"D'amore, di morte e di altre sciocchezze" (in "Crimini al sole" — Nero Press Edizioni).
Il racconto "La coppia delle occasioni perse" è stato pubblicato in una raccolta self, ma a breve verrà ritirata dagli store...
Ho avuto il piacere e l’onore di leggere questi racconti che l’autrice ha pubblicato nel corso del tempo e devo dire che li ho adorati tutti dal primo all’ultimo. In questi racconti non c’è una sola cosa che stona o che fa arricciare il naso al lettore, anzi lo cala dentro l’atmosfera che l’autrice sapientemente sa creare. In poche pagine Tatiana ha la dote di creare atmosfere, luoghi e persone che per un motivo o per l’altro ti restano nel cuore. Tatiana ha la capacità di trattare molti argomenti nei suoi racconti, la violenza l’odio la speranza e l amore ecc ma lo fa sempre con una penna che graffia e accarezza allo stesso tempo.
Lunghezza Opera :) :)
Ampiezza cast dei Personaggi vari a seconda del racconto
Varietà Luoghi vari a seconda del racconto
Coinvolgimento e Scorrevolezza :) :) :) :) :)
Componente Inedita vari a seconda del racconto
Valutazione Complessiva :) :) :) :) :)
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